
VMware Workstation Pro torna con la release 26H1, un aggiornamento che introduce miglioramenti tecnici importanti per utenti desktop, sviluppatori e professionisti IT che utilizzano macchine virtuali quotidianamente.
La nuova versione include correzioni di sicurezza, bugfix e varie ottimizzazioni che puntano soprattutto a modernizzare la piattaforma. Una delle novità principali riguarda la versione Windows del software, che ora viene distribuita esclusivamente come applicazione completamente a 64 bit.
Tutti i componenti, i servizi, le librerie e l’installer utilizzano processi nativi a 64 bit, migliorando compatibilità, stabilità e gestione delle risorse sui sistemi moderni. Questo cambiamento rappresenta un passaggio importante per VMware Workstation Pro, soprattutto considerando il progressivo abbandono del supporto ai componenti legacy a 32 bit.
Tra le novità compare anche la registrazione automatica dei timestamp relativi alla creazione e all’ultimo avvio delle macchine virtuali. Una funzione apparentemente semplice ma molto utile per chi gestisce numerose VM e desidera identificare rapidamente ambienti recenti o sistemi inattivi.
VMware ha inoltre aggiunto il supporto alle connessioni remote verso host ESX basati su architettura ARM. Questa funzione consente operazioni basilari sulle macchine virtuali remote e apre scenari interessanti soprattutto per server ARM sempre più diffusi nei data center moderni.
Supporto aggiornato per Ubuntu, Fedora e FreeBSD
La release 26H1 amplia anche il supporto ufficiale ai sistemi operativi guest e host più recenti. Sul fronte Linux troviamo compatibilità con:
Tra i sistemi guest supportati compare anche FreeBSD 15.0, dettaglio importante per sviluppatori e amministratori che lavorano con ambienti BSD.
Per quanto riguarda i sistemi host, VMware conferma il supporto ufficiale alle ultime versioni di Ubuntu, Fedora e openSUSE, migliorando la compatibilità con kernel e stack grafici aggiornati.
Un’altra modifica interessante riguarda la visualizzazione delle note delle macchine virtuali direttamente nelle schede delle cartelle, funzione utile per organizzare ambienti di test complessi o infrastrutture virtuali articolate.
VMware aggiorna anche il formato delle credenziali salvate, facilitando l’identificazione delle macchine virtuali cifrate e dei server remoti direttamente dal gestore credenziali del sistema host.
VMware Workstation Pro resta gratuito anche per uso commerciale
VMware conferma inoltre una delle decisioni più apprezzate degli ultimi mesi: Broadcom continua a distribuire VMware Workstation Pro gratuitamente anche per utilizzo commerciale, educativo e personale.
Non è più necessario utilizzare chiavi di licenza per attivare il software, scelta che ha reso Workstation Pro molto più accessibile anche a studenti, laboratori e piccoli team di sviluppo.
La release 26H1 corregge inoltre un problema relativo ai pulsanti di aiuto e ai collegamenti della documentazione tecnica, che in precedenza rimandavano genericamente alla home della documentazione Broadcom invece delle sezioni corrette.
Rimane però un problema noto sui sistemi Windows durante l’aggiornamento del software. Se la nuova installazione utilizza un percorso differente rispetto alla versione precedente, alcuni file ISO delle vecchie installazioni possono restare sul disco occupando spazio inutilmente.
VMware consiglia quindi di rimuovere manualmente la vecchia installazione prima dell’upgrade oppure eliminare successivamente le immagini ISO residue presenti nella directory precedente del programma.